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VIRGINIA (Brightleaf)

È un tabacco a foglia chiara, comunemente chiamato Virginia; Prima della guerra civile americana, il tabacco prodotto negli USA era quasi tutto del tipo fire-cured a foglia scura e veniva coltivato in fertili pianure usando una varietà della pianta dalla foglia molto robusta. Dopo la guerra del 1812 crebbe invece la domanda di un prodotto più dolce, leggero ed aromatico: in Ohio e in Maryland si cominciò così a coltivare una specie diversa, e i coltivatori sperimentarono diversi metodi di essiccazione, ma la soluzione decisiva non fu trovata fino al 1839.
Da secoli si sapeva che coltivando il terreno sabbioso degli altopiani (Highlands) si ottenevano piante più piccole e deboli. Il capitano Abisha Slade della Contea di Caswell nella Carolina del Nord possedeva una certa quantità di terreni scarsamente fertili proprio in quelle zone, e decise di piantarvi la nuova varietà di tabacco a foglia dorata (golden leaf). Slade aveva alle sue dipendenze uno schiavo chiamato Stephen che, attorno al 1839 produsse per caso per la prima volta il tabacco a foglia chiara usando del carbone per riaccendere il fuoco che stava usando per essiccare il raccolto: l'improvvisa ondata di calore fece diventare gialle le foglie. Sfruttando quella scoperta, Slade sviluppò il metodo per produrre il tabacco bright, ovvero coltivandolo su terreni poveri di nutrimento ed usando il carbone durante l'essiccazione. Slade rivelò la scoperta anche ad altri agricoltori locali, ed in breve tempo i terreni infertili e sabbiosi della zona ai piedi degli Appalachi, diventati redditizi, videro aumentare il proprio valore di venti o trenta volte.
Durante la guerra civile a Danville in Virginia che era la principale stazione ferroviaria sulla linea che portava i soldati confederati al fronte, si trovava il mercato del tabacco bright-leaf. I soldati portarono con sé questo tipo di tabacco e se lo scambiarono l'un l'altro contribuendo a diffondere l'abitudine al sapore di questo prodotto e creare per esso un mercato a base nazionale. Dopo la guerra, risultò che le contee di Caswell e Pittsylvania erano state le uniche a veder aumentare il proprio benessere e la propria ricchezza.


BURLEY

Nel 1860 un coltivatore dello Stato dell'Ohio riscontrò nelle sue coltivazioni di Kentucky tobacco alcune piante che differivano sensibilmente per il loro aspetto e per la qualità del tessuto. Al saggio, questa differenza si estendeva all'aroma ed al gusto, più fine e gradevole. Furono selezionate le piante che presentavano più marcati questi caratteri differenziali e da allora si coltivò questa speciale razza negli stati dell'Ohio e del Kentucky (Red Burley). Nel 1864 George Webb, un coltivatore della contea di Brown in Ohio, piantò i semi della varietà Red Burley che aveva acquistato e, quando spuntarono, notò che alcune piantine avevano un aspetto biancastro e malaticcio. Le trapiantò ugualmente nei campi e queste finirono per svilupparsi comunque, mantenendo però il loro colore molto chiaro, maturando circa quindici giorni prima delle altre.
Una volta essiccate, le foglie presentarono una fibra estremamente sottile e il loro proprietario le presentò come una curiosità alla fiera di Cincinnati. L'anno seguente Webb decise di coltivare 40000 m² di terreno con i semi di queste particolari piante e la sua audacia fu premiata all'asta dei raccolti. Si vide che, una volta trattate, queste foglie avevano un sapore dolce e possedevano capacità di assorbimento maggiore rispetto a quella delle altre varietà. Il "White burley" (tabacco bianco sottile) diventò così il principale ingrediente sia del tabacco da masticare, che delle misture da pipa e sigaretta.
Attualmente il prodotto è chiamato quasi sempre soltanto Burley, dato che il Red Burley, una varietà a foglia scura coltivata a metà del XIX secolo non viene più prodotta.


ORIENTALE

Il Tabacco Orientale è una varietà dalle foglie piccole che viene coltivato in Turchia, Grecia, Bulgaria e Macedonia: è spesso chiamato "tabacco turco", dato che tutte queste regioni in passato facevano parte dell'Impero Ottomano. Viene generalmente essiccato esponendolo al sole ed è caratterizzato da un aroma intenso. I primi tipi di sigaretta apparsi sul mercato erano composti interamente di questo tipo di tabacco, mentre ai giorni nostri viene usato in misture sia per la pipa che nelle sigarette. Una tipica sigaretta americana è fatta da una mistura di Bright Virginia, Burley e Oriental.


SHADE

Non molti sanno che anche lo stato del Connecticut, che si trova nel nord degli Stati Uniti, è un'importante area di coltivazione di tabacco. Molto tempo prima che gli europei arrivassero nella zona, i nativi raccoglievano le piante di tabacco selvatico che crescevano lungo le sponde del fiume Connecticut. Oggi la vallata di questo fiume che si trova a nord di Hartford è nota come Tobacco Valley (valle del tabacco). La varietà che cresce qui è nota come Shade Tobacco (tabacco scuro) e le sue foglie vengono usate per avvolgere alcune delle migliori qualità di sigari del mondo.
I primi coloni a giungere nel Connecticut impararono dai nativi l'abitudine di fumare la pipa ed iniziarono a coltivarlo per scopi commerciali, nonostante i Puritani si riferissero ad esso come all'"erba del diavolo". La pianta fu dichiarata fuorilegge nel 1650 ma nel XIX secolo, quando il consumo di sigari diventò molto popolare, la coltivazione di tabacco si trasformò in una fonte economica molto importante, che dava lavoro ad agricoltori e braccianti sia locali che immigrati. Ogni pianta fornisce al massimo 18 foglie adatte ad essere usate per avvolgere i sigari, e la loro raccolta e lavorazione richiede una grande cura ed abilità manuale.
Nel 1921 la produzione di tabacco in Connecticut raggiunse il suo massimo, con una superficie coltivata di 125 km². La crescita del consumo di sigarette, con il conseguente calo di quello di sigari, ha causato un crollo della domanda di questo tipo di tabacco che ha raggiunto il minimo nel 1992 con solo 8 km² coltivati. Da allora il consumo di sigari sta ritornando di moda e nel 1997 la superficie coltivata era raddoppiata.


PERIQUE

Il tabacco caratterizzato probabilmente dall'aroma più forte è il Perique, originario di Saint James Parish in Louisiana. Quando gli Acadiani arrivarono nella regione nel 1755, le tribù dei Choctaw e dei Chicksaw coltivavano una varietà di tabacco dal sapore molto particolare. Si attribuisce ad un coltivatore di nome Pierre Chenet (dal cui nome la parola Perique deriva) il merito di essere riuscito per primo, nel 1824, a trasformare questa varietà locale nel Perique, per mezzo di una tecnica di fermentazione pressurizzata.
Lo sviluppo delle piante viene impedito manualmente e vengono potate appena cresciute fino a lasciare loro soltanto 12 foglie. Alla fine di giugno, quando le foglie hanno assunto una colorazione di un intenso verde scuro e le piante hanno raggiunto un'altezza di circa 75 cm, le piante vengono raccolte intere a tarda sera ed appese a seccare in un essiccatoio aperto ai lati.
Quando le foglie si sono parzialmente seccate ma sono ancora elastiche (generalmente restano appese meno di due settimane), vengono pulite, inumidite e staccate dal gambo. Vengono poi arrotolate in mazzetti di circa 450 g di peso e pressate in barili da whiskey di noce americana. Il tabacco a questo punto viene tenuto sotto pressione usando ceppi di legno di quercia e grosse morse, spremendo fuori tutta l'aria dalle foglie ancora umide. Circa una volta al mese i mazzetti vengono estratti e maneggiati affinché un po' d'aria penetri nuovamente nel tabacco. Dopo circa un anno di questo trattamento il Perique è pronto per il consumo, sebbene possa anche restare sotto pressione per vari anni senza perdere in freschezza. Il prodotto finito risulta di un marrone molto scuro, quasi nero, molto umido e con un aroma fruttato, dal vago sentore di aceto.
Considerato il re dei tabacchi da pipa, il Perique è adoperato come ingrediente di molte misture, ma è troppo forte per essere fumato puro. In passato c'era anche l'usanza di masticare il Perique fresco, ma quest'abitudine è ora scomparsa. Attualmente sono dedicati a questa produzione meno di 65000 m² di terreno, quasi tutti di proprietà di un singolo coltivatore di Grande Pointe in Louisiana, in quanto per ragioni ancora sconosciute questo tabacco può essere prodotto con successo solo in un territorio ridottissimo.


LATAKIA

Il Latakia è un tipo particolare di tabacco orientale a foglia piccola, coltivato lungo la costa siriana e (oggi quasi esclusivamente) nell'isola di Cipro. Prende il nome dalla città siriana di Laodicea (Latakia). La lavorazione comporta un'affumicatura a fuoco diretto di essenze aromatiche e fa sì che il colore delle foglie assuma tonalità che vanno dal bruno-grigiastro al nero. Di gusto dolce e leggero, leggermente stucchevole, non è adatto a essere fumato da solo né per essere usato nella fabbricazione di sigarette o di sigari, salvo rarissime eccezioni.
È invece molto usato come componente aromatizzante nelle miscele di tabacchi per pipa, grazie alla carica aromatica molto intensa e gradevole e anche grazie all'ottima capacità di legare bene con altri tabacchi conferendo carattere alle miscele. In particolare entra come componente essenziale nelle cosiddette miscele di stile inglese (la classica "miscela inglese" è formata all'incirca dall'80% di Virginia, dal 15% di Orientale generico e dal 5% di Latakia).


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